"Se Atene piange,Sparta non ride"

L'intervento di Giulio Napoleone.

02/03/2014
Politica
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 E' una frase che ben si adatta alla situazione politica ortonese. L'amministrazione D'Ottavio è ridotta al lumicino dopo la rottura insanabile con l'Italia dei Valori,e quella meno definita con Sel.

Basta che qualcuno dei 9,abbia un mal di pancia per ritardare l'approvazione di delibere più o meno utili alla città.Questa è la situazione che si protrae da mesi,e che dimostra come la proposta politico/amministrativa che aveva straconvinto gli ortonesi,mostra tutte le sue contraddizioni e conferma che Ortona nel maggio 2012 ha perso la sua grande occasione.

Le sorti della città dipendono da un qualunque consigliere di maggioranza ,che se vorrà ,potrà scegliere di staccare la spina a questa amministrazione in coma irreversibile.
Ma "Sparta non ride".Se domani dovesse cadere la giunta D'Ottavio,cosa che tutti auspichiamo,troverebbe una minoranza divisa ,così come lo era due anni fa nella competizione elettorale,e come lo sarà anche nel futuro.

Non c'è più niente che tiene unite le varie opposizioni,come dimostrano i diversi atteggiamenti di tutti i consiglieri da "Insieme per Cambiare" ad "Uniti per Ortona"( seguendo l'ordine dei banchi del Consiglio).Ognuno ormai rappresenta se stesso e "forse"gli elettori che l'hanno votato.C'è chi preferisce parlare di "politica",senza sapere che ormai non c'è più spazio per questa nobile arte.Chi ama fare l'opposizione e basta, perché da sempre ha solo fatto questo,e chi la fa anche a costo di rinnegare gli errori del passato a cui tutti noi  ,chi più chi meno,abbiamo contribuito.

Per questo da quando ho iniziato questo mandato consiliare ,ho solo cercato di affrontare gli argomenti posti alla mia attenzione,scegliendo di votare per il bene della città ,e non per fare un dispetto alla parte politica avversa,che del resto si ben autoflagella da sola.La minoranza non ha alcun collante politico,né un leader che la rappresenta.Quello che è successo l'ultima volta con il rinvio del consiglio comunale,da me votato perché così proposto dai colleghi dell'opposizione,e poi dagli stessi rinnegato all'atto della votazione,è il mio ultimo esempio di voto espresso per senso di appartenenza all'opposizione.Da ora in poi deciderò solo pensando a quello che è meglio per la città,convinto che il dramma delle famiglie e delle imprese in difficoltà economiche  stride con  il teatrino della politica.

Quindi caro Sindaco ,puoi anche dimetterti ,e forse sarà un bene,ma se non la farai,sappi che il sottoscritto non farà sconti alle tue proposte ,né manterrà il sacco alle minoranze.

Giulio Napoleone
Forza Ortona

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