Con mio comunicato stampa del 3.1.2014, segnalavano e denunciavo che alcuni servizi essenziali del settore sociale, riservati ai disabili, e alle classi più disagiate erano a forte rischio di continuità a causa dei notevoli ritardi nei pagamenti che l’Amministrazione accumulava nei confronti delle società che tali servizi espletavano, e ciò considerando che le società, in tale conclamata e perdurante insolvenza, erano costretti, chi se lo poteva permettere, ad anticipare i costi delle spese vive per l’espletamento del servizio, costo del personale, prima necessità, gasolio per rifornimento ecc. ecc.
Con successivo comunicato stampa del 6.1.2014 l’Amministrazione attiva smentiva il sottoscritto rassicurando che i servizi relativi al settore sociale venivano regolarmente pagati, sol facendo riferimento a ritardi “fisiologici”.
A parte le dichiarazioni di circostanza che lasciano il tempo che trovano, ad oggi siamo purtroppo a constatare che la situazione non è affatto migliorata, oltre ad aversi la documentale dimostrazione che le affermazioni portate a giustificazione di quanto denunciato erano palesemente non vere, si ha la matematica certezza che tali situazioni di disagio sono ancora presenti ed anche in forma grave.
Le società che gestiscono i servizi detti, sono pagati con notevole ritardo, e gli effetti negativi di tale perdurante atteggiamento, oltrechè riflettersi negativamente sui servizi e sul possibile collasso degli stessi, si riflette ovviamente sugli addetti i quali sono costretti a lavorare il più delle volte senza stipendio.
Sul punto del cronico ritardo nei pagamenti si veda la determina n. 17 del 21.1.2014 con la quale viene disposto il pagamento di un servizio ricompreso nell’ambito sociale relativo al mese di settembre 2013, o ancora la determina n. 34 del 3.2.2014 con la quale viene disposto il pagamento di un servizio espletato nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre 2013, o ancora la determina n. 856 del 9.12.2013 con la quale si dispone il pagamento di servizi espletati nell’ottobre e novembre 2013 (documentazione questa accessibile a tutti dal sito del Comune).
Ebbene da tali inconfutabili documenti appare evidente che i pagamenti portino un ritardo medio di circa quattro mesi rispetto all’epoca dell’espletamento del servizio, quattro mesi in cui le dette società, e lo ribadisce chi se lo può permettere, devono anticipare il costo del personale, del materiale di consumo e di ogni altra necessità legata al servizio stesso.
Non è pensabile che tali servizi, e ci si riferisce alla assistenza agli anziani, al trasporto dei disabili, alle segnalazioni delle necessità ecc.. possano cessare, ne tale pericolo deve essere messo in discussione da una gestione cronicamente ritardataria negli adempimenti.
La questione assume aspetti ancora più inquietanti se si considera che questa amministrazione ha praticamente “buttato” risorse in “attività” sicuramente meno rilevanti e importanti dei servizi detti (manifestazioni pseudo culturali, organizzazione convegni, contributi a pioggia a enti associazioni e società, gestione di attività e servizi ecc..), senza contare le oltre centomila euro di interessi passivi pagati nell’anno 2013 verso l’istituto di credito di tesoreria per anticipazioni di cassa (ultima tranche relativa al terzo quadrimestre 2013 e versata solo qualche giorno di euro 30.000,00 euro circa).
Ciò detto va richiamata l’Amministrazione Comunale a una maggior accortezza nella gestione dei detti servizi riconoscendo agli stessi carattere di priorità rispetto a tutti gli altri servizi, e ciò proprio perché implicanti diritti facenti capo alle persone più deboli alle classi più disagiate a tutti quelli che non possono far sentire la loro voce.
Tommaso Cieri