IN RICORDO DI ADOLFO OLIVIERI

Il 20 luglio, presso l’Ospedale di Imola, si è spento all’età di 81 anni Adolfo Olivieri

23/07/2022
Attualità
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Quando viene a mancare improvvisamente, un amico fraterno a cui abbiamo riservato sentimenti di stima e di profonda amicizia, trovare le parole giuste per rappresentare il nostro stato d’animo di dolore e sgomento è veramente cosa ardua e difficile.

Tra i tanti commenti, considerazioni, riflessioni di amici, compagni e parenti che si sono espressi, in questa dolorosa circostanza, nel ricordo di Adolfo, a mio modo di vedere, le parole usate da Anna Rapino, che con lui ha avuto un bellissimo rapporto di lavoro e di amicizia, sono la perfetta sintesi, del sentimento che alberga, in questo frangente, nei tantissimi che hanno avuto la fortuna di incontrarlo in vita e di apprezzarne le grandi qualità umane. “Se mi guardo indietro, ha scritto Anna, Adolfo c’è sempre stato. Al lavoro, nel momento di svago, nella passione politica”.

Ecco, tutti quanti noi possiamo dire, nel profondo del nostro cuore, che quando ne abbiamo avvertito la necessità, per noi, Adolfo c’è stato: con la telefonata, con il consiglio, con la buona parola, con la battuta, con la risata ironica, con il suo entusiasmo, con l’azione concreta, con la parola data e…mantenuta!! E con il suo impegno personale speso, totalmente, tante volte, fino al sacrificio.

In questo momento, al riguardo, la folla dei ricordi ci sovviene nel cuore e nella mente e selezionarli è cosa abbastanza complicata sul piano delle emozioni forti.

Ma pure in questa difficoltà d’animo, personalmente, non posso dimenticare la sua telefonata, di pochissimi giorni fa, per informarsi ed incoraggiarmi nell’impegno per realizzare ciò che per lui era, insieme, un sogno ed un cantiere concreto, e cioè ricostruire, nella nostra città, la comunità socialista, la casa ideale che non aveva mai abbandonato e di cui avvertiva la necessità di rinnovarne la presenza.

E tutto ciò non come una nostalgica riedizione di un passato politico, amministrativo e sociale, nell’arco di tempo dalla seconda metà degli anni settanta alla metà degli anni novanta del secolo scorso, tanto luminoso e proficuo quanto, ovviamente, non più attuale. Ma perché sentiva l’esigenza, come tanti, che per costruire qualcosa di nuovo, di importante, di fondamentale soprattutto per le nuove generazioni, per la democrazia, per lo sviluppo economico e sociale, bisogna partire, o meglio ripartire, come nel calcio, che lui amava, dai “fondamentali”.

E l’esperienza, la preparazione, l’onestà, la passione non sono valori da rottamare nella “discarica”sociale e politica della nostra società, ma basi su cui costruire un futuro migliore e più giusto. E tutto ciò soprattutto per affermare la condizione di cui c’è tantissimo bisogno, e cioè una classe dirigente competente e capace di affrontare validamente i grandissimi problemi del nostro territorio e del nostro Paese.

E non posso dimenticare che, nei giorni immediatamente precedenti il suo ricovero in ospedale, Adolfo mi aveva detto:” comunque vada, in qualunque situazione o condizione, io sono e sempre sarò socialista”.

Caro Adolfo, nei prossimi giorni verrà data concreta attuazione al tuo desiderio di ricostituzione della sezione socialista di Ortona, per tornare a fare politica dal basso, dai problemi concreti delle persone. E ciò con lo stesso spirito di servizio e di abnegazione che per tanti anni ti ha visto operare e lavorare con Nino Pace, alla Regione, nella sua segreteria, insieme a Vincenzo Mezzanotte, Anna Rapino, Rita De Nardis nell’opera di dare risposte valide ai lavoratori ed ai cittadini della nostra città, della nostra provincia e della nostra Regione.

E’ un periodo che personalmente, come sindacalista, ho vissuto direttamente, anche in maniera entusiasmante, per i risultati positivi che si raggiungevano grazie all’azione incessante di Nino Pace e della sua straordinaria segreteria. E proprio poco tempo fa, passeggiando insieme per il Corso di Ortona, mi parlavi, con grande enfasi, dei tanti interventi di sostegno ai commercianti, agli agricoltori della nostra città e della nostra zona nel periodo in cui Pace è stato anche Assessore Regionale al Commercio. E mi è oggi di grande consolazione poter constatare che il tuo costante impegno, nel far intitolare a Nino, la zona industriale di Ortona è stato realizzato poco tempo fa.

E quando, insieme, ricordavamo quel periodo è vero che ci veniva un po' di nostalgia.

Ma come ha scritto Erri De Luca “quando ti viene nostalgia non è mancanza. E’ presenza di persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti”. Perchè per te, caro Adolfo, per noi, fare il bene comune è stata ed è una missione, anzi, starei per dire, senza provocare scandalo, una vocazione. Una vocazione da cui non ci si dimette mai nel corso della propria esistenza ed il tuo esempio di vita ne è stata una bella testimonianza.

Ci sarebbero da menzionare tanti altri aspetti della tua attività e del tuo impegno. Ci sarà tempo e modo per farlo in modo compiuto, non emotivo, né affrettato. E’ questo l’impegno che chi ti ha voluto e ti vuole bene assume. Qui desidero solo ricordare il tuo fondamentale ruolo nell’associazione culturale Progetti Farnesiani del comune amico Carlo Sanvitale, a cui sei stato davvero molto vicino sempre.

Vorrei concludere questa mia riflessione con l’immagine del viandante, che poi è la raffigurazione della vita di ciascuno di noi e soprattutto della tua, caro Adolfo, come credente.

E credo che siano più che mai appropriate queste parole di Don Primo Mazzolari, sacerdote antifascista:”nessuno è più viandante di un cristiano. Un altro può sostare ove piace, poiché davanti ad ogni sorgente l’attende una sete. Il cristiano ha sete di tutte le cose visibili ed invisibili; la sete che non si può frazionare in piccole avventure, saldato com’è a Qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare in un’avventura che gli impone il ritorno qualora la strada non cammini.”

Buon viaggio Adolfo!!


Nicola Primavera

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