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Tavolo tecnico degli operatori antiviolenza, verso una rete territoriale coordinata

Nel prossimo incontro di rete la programmazione per micro-obiettivi

| di Giandomenico Di Salvatore
| Categoria: Territorio
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Questa mattina nella sala consiliare del Comune di Ortona si è svolto un importante incontro promosso dal centro antiviolenza Donn'è in vista della creazione di una rete territoriale coordinata per la gestione dei casi violenza. Presenti tutti gli enti che operano nel sociale o possono venire a contatto con casi di violenza, tra cui le volontarie dei centri antiviolenza Donn'è e Non Sei Sola, i rispettivi presidenti avv. Francesca Di Muzio e dott.ssa Maura Massari, la Consigliera di Parità Regione Marche Pina Ferraro Fazio, l'amministrazione comunale nella persona dell'assessore Simonetta Schiazza, il Comandante dei Carabinieri Cap. Roberto Ragucci, il direttore del Pronto Soccorso dell'ospedale dott. Antonio Iacovella, la direttrice del Punto Unico d'Accesso dott.ssa Franca De Nicola, la direttrice del Distretto Sanitario dott.ssa Sandra Ferretti, rappresentanti delle scuole e dirigenti dell'Ente d'Ambito Sociale ortonese.

Il tavolo tecnico è stato coordinato da Donn'è e da Pina Ferraro Fazio, che ha condiviso la sua esperienza nel settore del contrasto e della prevenzione della violenza. Tutti gli intervenuti hanno fatto una ricognizione dei servizi già presenti sul territorio, nonché delle prime criticità a cui la costruenda rete dovrà sopperire. Per questo è stata ritenuto molto importante il ruolo della formazione, soprattutto a livello di chi andrà ad operare sul campo nei propri ambiti di professionali. Infatti, quella che si sta costruendo sarà una rete di professionisti in grado di informare ed orientare correttamente sul territorio le donne vittime di violenza senza snaturare le professionalità di ciascuna struttura o operatore. 

A seguito dell'esperienza maturata nel corso degli ultimi anni, si è ritenuto di grande impatto il primo approccio con le vittime, in quanto da esso e dall'accesso alle corrette informazioni dipende la formazione della consapevolezza nella donna. Spesso infatti il limite di intervento nei casi di violenza risiede nel fatto che dopo la denuncia o al primo approccio, la donna che ha subito violenza non denunci, ritiri la denuncia o cerchi di celare il rapporto di maltrattamenti, oltre che fisici, intesi anche in senso psicologico-affettivo ed economico. Per questo la rete territoriale avrà l'obiettivo di seguire e orientare la donna al fine di maturare la consapevolezza sul da fare. Questo perché potrà accedere alle informazioni più corrette a prescindere dal punto di primo contatto, allargando di fatto l'efficacia e l'accesso agli interventi antiviolenza. Il risultato sarà quello di orientare ogni donna che ne avverta il bisogno verso il percorso più adeguato dopo aver maturato la consapevolezza necessaria

Durante i lavori è emersa anche la necessità di giungere ad un protocollo per l'approccio e il trattamento dei casi di violenza in maniera univoca su tutto il territorio. Poi è stata iniziata la mappatura dei servizi già presenti sul territorio al fine di interconnettere e coordinare le varie realtà professionali che porranno le basi della nuova rete territoriale antiviolenza.

Francesca di Muzio, presidente di Donn'è: «Nel prossimo incontro di rete attendiamo la partecipazione di operatori e operatrici dei servizi sociali, ente d'ambito con cui concorderemo una programmazione per micro-obiettivi a breve e lungo termine».

Giandomenico Di Salvatore

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