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AGRICOLTURA E PORTO_LA CITTA' PERDE MA C'E' CHI CI GUADAGNA

AGRICOLTURA E PORTO_ SONO DUE " MALATI " SPECIALI CHE IN QUESTI GIORNI SONO TORNATI A FAR SENTIRE I LORO PROBLEMI

| di POLIDORI PEPPINO
| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Agricoltura e Porto, la città perde ma c’è chi ci guadagna

L’agricoltura e il porto. Sono due “malati” speciali che in questi giorni sono tornati a far sentire i loro problemi. Ne parlo perché entrambi i settori oltre ad avere un ruolo nazionale sono da anni in crisi con la prospettiva che si inneschi un effetto domino disastroso per l’economia e la vita della città.
Giovedì scorso ho partecipato da osservatore all’incontro tenuto dalla cantina Ortona dove gli amministratori hanno parlato della crisi ormai irreversibile della Cooperativa. Per me non è stata una novità tanto da aver proposto un fondo comunale in aiuto delle famiglie, iniziativa presentata in Consiglio comunale approvata da tutti, ma il Sindaco Castiglione che si mobilita immediatamente per i fondi alle feste, in questo e molti altri casi, fa finta di prendere le distanze anche da se stesso, dal momento che non da seguito ad una decisione dell’Assemblea civica che lui rappresenta ed ha votato.

La crisi della Cantina Ortona come dicono gli attuali amministratori, “Viene da lontano” ma io credo che in molti sapevano, pur avendo la responsabilità di intervenire e tutelare soci, hanno fatto ben poco per evitare il vicolo cieco in cui si era già cacciata dal punto di vista finanziario. Come dire che uno a casa propria spende e spande, per poi dire che qualcosa non ha funzionato. Da almeno 20 anni, invece, il modello delle cooperative vinicole e cantine sociali ha perso il suo slancio, ben che va si pagano i soci conferitori, ma non c’è una crescita da far pensare allo sviluppo del settore. In altri casi ci sono le cadute e crisi finanziarie che diventano dirompenti danneggiando le famiglie. Eppure le piccole realtà vitivinicole ed enologiche vanno bene, c’è chi cresce nel piccolo e fa prodotti apprezzati.

Poi ci sono anche i cosiddetti monopolisti - in agricoltura e nel porto - che sanno di poter contare su soldi e pressioni varie che sfondano ogni resistenza e piegano la realtà secondo le loro esigenze di impresa e di interesse dei vertici. Certo tutto legittimo, ma da Consigliere comunale di minoranza eletto per controllare cosa accade davvero, qualche dubbio e sospetto mi viene (anche da avvocato), ad esempio perché queste crisi sono nate e come mai non sono state fermate in tempo? Chi porta le responsabilità? Chi ha soffiato sul fuoco? E soprattutto chi ci perde e chi ci guadagna.

Qualcosa sappiamo ma solo di chi perde: in agricoltura le famiglie che hanno perso prodotto e soldi per le mancate remunerazioni; nel porto i perdenti evidenti sono stati i pescatori quei pochissimi rimasti che oltre a fare una dura vita sono alle corde e l’indotto. Non sappiamo nulla invece di chi ci guadagna dalla crisi dell’agricoltura e del porto. Questo è il punto triste e opaco della storia.

C’è chi perde e c’è ci vince. Il mio impegno è capire chi vince e con quali regole e armi. Se magari c’è qualcuno che spiana loro la strada creando condizioni di interesse.
Tra i perdenti metto l’intera città che perde lavoro, che perde vitalità che perde occasioni che invece dovrebbe avere.
Il prossimo 21 novembre si terrà l’assemblea del comitato porto, la mia è una posizione scomoda perché ho finora puntato il dito sulle cose che non vanno.

Contro di me il muro degli altri componenti rappresentanti degli imprenditori che invece dicono che le cose vanno bene, anzi benissimo che io sono in fondo un piantagrane che non vede una realtà in grande crescita. Io invece so, con i dati alla mano e non quelli messi assieme da chi mi contesta e che i giornali si bevono senza verificare, che il porto di Ortona, grande come quello di Ancona intercetta nell’Adriatico - che non è l’Oceano - il 0,5% dei traffici marittimi.

Ora che lo Stato abbia speso miliardi di lire e spenderà altri milioni di euro per il porto, mi chiedo questi investimenti pubblici a favore di chi andranno? Me lo chiedo e per essere chiari lo chiedo agli stessi 23 mila cittadini di Ortona: Chi ha ricevuto un vantaggio professionale, di lavoro, economico, di sviluppo indiretto e diretto per sé, per il futuro dei figli, dei nipoti, negli ultimi venti anni dal porto di Ortona? Chi ha ricevuto un minino beneficio di crescita personale o per città? Ecco: chi alzi la mano! Sono davvero curioso di saperlo. Concludo dicendo, attenta Ortona i monopolisti in Agricoltura e nel Porto ti metteranno alle corde, insieme possiamo evitarlo. Vedremo cosa accadrà il futuro per la città, già bussa alle porte.

POLIDORI PEPPINO  CS

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POLIDORI PEPPINO

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