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ADOZIONE PIANO ASSETTO NATURALISTICO PUNTA ACQUABELLA E RIPARI DI GIOBBE

AMBIENTE , LO SPECCHIO DI UN MONDO DOVE LE REGOLE E LE SANZIONI SONO CAPOVOLTE

| di PEPPINO POLIDORI
| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Ambiente, leggi e leggerezze così il piano di assetto naturalistico diventa lo specchio di un mondo dove le regole e le sanzioni sono capovolte.

È quanto accade ad Ortona - ma temo che sia così ovunque - precisamente nella terza Commissione Consiliare riunitasi per discutere sull’adozione del piano di assetto naturalistico delle riserve di punta dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe, che ha visto la presenza dei tecnici estensori del documento: un architetto e un ambientalista entrambi di nomina regionale.

Ortona secondo le intenzioni dei due tecnici - ma anche secondo il buon senso dei cittadini - deve tutelare le sue aree naturali identificate sulla costa dell’Acquabella a Ripari di Giobbe fino a Punta Ferruccio. Nella Zona A, di riserva integrale, (dove secondo la legge e secondo le indicazioni dei due tecnici), non sarebbe possibile nemmeno al cittadino comune accedervi a piedi senza autorizzazione, in quanto si potrebbero cagionare danni alla flora e disturbo alla fauna.

Alla mia domanda se i due tecnici avessero visitato le zone in questione e cosa avessero visto, la risposta è stata sicura e onesta, ossia ci sono cantieri in ogni dove per le gallerie delle ferrovie per gli accessi alle suddette gallerie a cui si aggiungono sui colli e sui declivi i lavori della ciclopedonale. Insomma cantieri con camion, ruspe, pale meccaniche, bulldozer. Alla mia domanda su “Come si possa conciliare questo con i presupposti di tutela dei luoghi, fauna e flora compresa?”, la risposta è stata corale dei tecnici “finiti i lavori saranno ripristinati luoghi come erano”, con l’aggiunta brillante dell’assessore .., che a suo giudizio gli ortonesi devono anche ringraziare le Ferrovie perché i lavori delle gallerie stanno “consolidando i colli”.

Che morale trarne? Penso che ciascun lettore si sia fatta una idea di come vanno le cose. Tuttavia la mia riflessione è stata questa: un semplice cittadino non può attraversare un’area protetta perché arreca disturbo anche a piedi e in silenzio, mentre enti come le Ferrovie o ditte appaltatrici aprono cantieri decennali con ruspe e camion, lavori che modificando radicalmente i luoghi, ma possono farlo tranquillamente senza darsi nemmeno la pena di spiegare quali opere stanno realizzando, con quale impatto ambientale e con quale tempistica. Questo mio ultimo quesito è rimasto senza risposta.

Ritengo che l’Amministrazione Comunale stia perdendo un’altra occasione per far arretrare il tracciato ferroviario e promuovere così la rinascita economica e turistica della città. La tutela delle aree naturalistiche arriverà in Consiglio Comunale oggi, riferirò quello che ho già detto in Commissione, vedremo che risposte daranno il Sindaco e la sua maggioranza.

PEPPINO POLIDORI  CS

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