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UN PROCEDIMENTO GIÁ CONCLUSO

L'interesse pubblico al programma integrato di intervento dell'insediamento commerciale di via Massari è stato formalizzato a fine dicembre 2016

| Categoria: Attualità
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«Rincresce notare come la memoria degli amministrati cambi a seconda della poltrona che occupano» sottolinea il sindaco Leo Castiglione a riguardo delle considerazioni della consigliera Simonetta Schiazza sulla vicenda dell'iter di approvazione del nuovo insediamento commerciale in via Massari. A questo riguardo sono gli atti che delineano chiaramente la storia di questo insediamento. Questo argomento è stato istruito con le sedute del Consiglio comunale del 21 e 29 marzo del 2016 e soprattutto con quella decisiva del 7 ottobre 2016 n.113 in cui veniva autorizzato l'insediamento attraverso il cambio di destinazione d'uso, da artigianale a commerciale, di parte di un fabbricato e area adiacente in via Massari, necessario per raggiungere la superficie di vendita di mq 1.165,46, pari alla realizzazione di una struttura commerciale di media dimensione, come quella che la società Dima voleva realizzare a Ortona. Questa delibera di adozione del Programma di intervento integrato proposto nel giugno 2015 dalla Dima, veniva approvato con una maggioranza ristretta di sette voti, rappresentati dal gruppo del Pd che ha votato a favore con sei consiglieri mentre il gruppo della lista "Ortona bene comune" di cui faceva parte l'allora assessore Schiazza, si è diviso con un voto favorevole e una astensione. Proseguendo la ricostruzione si giunge a fine 2016 con la delibera di giunta n.372 in cui venne formalizzato il plusvalore dell'intervento a favore del Comune il cosiddetto "interesse pubblico", a seguito di una nota dell'8 novembre 2016 inviata dalla Regione Abruzzo – dipartimento turismo, cultura e paesaggio. Proprio con questo atto di giunta l'amministrazione D'Ottavio dichiarava espressamente come l'intervento perseguiva "pienamente l'interesse pubblico" con la cessione all'ente comunale di un terreno che a seguito del cambio di destinazione d'uso, veniva valutato pari a euro 93.616,99 circa.

«Dunque appare evidente come anche il cosiddetto "interesse pubblico", – continua il Primo cittadino – sia stato formalizzato dalla stessa amministrazione D'Ottavio e anche se nella seduta di giunta di fine dicembre, l'allora assessore con delega al commercio Schiazza aveva votato contro, di fatto l'atto confermava l'iter autorizzativo del nuovo insediamento e politicamente non si ricordano roboanti prese di posizioni o dimissioni da incarichi e poltrone da parte dell'assessore».

Inoltre il Segretario generale non ha mai affermato, come sostiene la consigliera Schiazza, l'irrilevanza del parere legale richiesto sulla questione Dima dall'amministrazione, ma in Consiglio comunale ha ribadito la natura di "parere" e quindi di un atto endoprocedimentale che supporta le scelte delle amministrazioni.

«Dopo avere preso atto della conclusione del procedimento e dopo aver sentito i legali che hanno sottolineato il rischio di un contenzioso che avrebbe visto il Comune soccombente e con un risarcimento a carico della collettività, abbiamo cercato di migliorare la convenzione a favore della comunità, rinunciando all'acquisizione di un terreno con destinazione commerciale, in cambio di 150mila euro da destinare ad un investimento sulla cultura e sull'aggregazione sociale con il recupero del cinema Zambra» conclude il sindaco Castiglione.  

c.s.

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