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Stefano Cipollone da Canterbury ad Ortona a piedi

Il nostro concittadino partito il primo aprile arriverà ad Ortona il 16 giugno

| di Paolo Di Deo
| Categoria: Attualità
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Stefano Cipollone, un giovane ortoneste stà vivendo una splendida avventura . Ha percoso a piedi oltre 2.300 km dall'Inghilterra ed il 16 giugno arriverà finalmente ad Ortona

Il suo racconto 

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Era il primo Aprile 2016 ed in una soleggiata giornata primaverile iniziava il mio pellegrinaggio lungo la Via Francigena, da Canterbury (UK) a Roma.

Non sapevo ancora che sarebbe stato un viaggio pieno di insidie, ma anche colmo di colpi di scena e caratterizzato da incontri con persone speciali.

Dopo aver percorso il breve tratto di campagna inglese,  dormendo nella tenda,

ho raggiunto Dover, dove mi sono imbarcato sul traghetto per Calais.

Arrivato in Francia ho continuato ad inoltrarmi verso Sud, dormendo sia in tenda che ovunque capitasse.

Le condizioni meteo mutarono rapidamente ed iniziò un'incessante pioggia che poi sarà la mia compagna di viaggio per quasi tutto il cammino in terra francese. Gia' dai primi giorni mi resi conto di essere l'unico pellegrino ed i Francesi non credendo alla mia storia, mi hanno dato piu' volte del pazzo, immigrato clandestino o addirittura evaso di prigione.

Iniziai a percorrere subito lunghe distanze (40-45 km al giorno) ma il 4° Giorno ebbi un serio infortunio al peroneo corto della caviglia destra. Continuai a camminare con un incredibile dolore sempre piu' crescente fino alla bellissima citta' di Reims, dove dopo un controllo medico, fu accertata la seria infiammazione del tendine.

Il responso dei medici fu unanime e drammatico: dovevo assolutamente interrompere il cammino altrimenti rischiavo addirittura la rottura del tendine. Tutto questo accadeva solamente al 12° giorno e fu' uno dei momenti piu' difficili da superare.

Comunque non mi persi d'animo e decisi di continuare a tutti i costi, con le dovute cure mediche.

Fu così che con tanto dolore continuai a discendere la Francia fino ad arrivare al confine Svizzero.

Nel frattempo la tenda l'avevo gia' spedita a casa perché di notte faceva troppo freddo. Per entrare nel paese Elvetico dovetti superare le prime montagne, le Prealpi, a circa 1300 metri e lì incontrai la neve ed il ghiaccio per la prima volta in tutto il viaggio.

Una volta arrivato a Losanna ho potuto godere di uno dei paesaggi piu' incantevoli al mondo: il Lago di Ginevra, con le Alpi a picco sul lago.

Di li ho inziato la lenta risalita verso quello che rappresentera' la sfida piu' grande di tutta la mia vita, il Gran San Bernardo.

C'e' stato tutto un intenso lavoro " dietro le quinte" affinche' fossi pronto a risalire questa montagna fino a quasi 2500m.

Fino al giorno prima la risalita non era ancora sicura, a causa della intensa bufera di neve e del rischio valanghe.

Alla fine il  2 Maggio, alle  10.30 iniziai l'impresa dal campo base insieme ad altri alpinisti francesi. Sin da subito i 3 metri di neve si fecero incredibilmente ostitici ed anche con le ciaspole facevo una fatica enorme ad avanzare.

Durante la risalita' terminai tutto il cibo e l'acqua a causa dell'immane sforzo e ci furono momenti di tensione a causa di 2 valanghe, fortunatamente sull'altro versante. Quello che successe di seguito è una serie di tentativi per cercare di avanzare attraverso la nebbia e il freddo sempre piu' pungente.

Con il salire di quota inizia ad avere qualche difficolta a respirare ed i miei compagni ebbere anche loro dei problemi tanto che si fermarono.

Io continuai da solo fino a dover scalare una cresta di ghiaccio, ed alla fine raggiunsi la cima ed il rifugio.

E' stata un ' esperienza durissima ma mi ha insegnato tanto. Il giorno dopo scortato dal sacerdote del rifugio (a causa della nebbia) entrai nel territorio italiano a quota 2500 metri e davanti a me si apri uno spettacolo meraviglioso, la Valle d'Aosta completamente innevata. Continuai a discendere la montagna da solo fino ad arrivare a fine giornata ad Aosta.

Da lì in poi cominciai a dormire in conventi ed ostelli religiosi, quasi sempre da solo.

Dopo aver percorso tutta la Valle d'Aosta, sono entrato in Piemonte e superate le risaie nel Vercellese, ho raggiunto la Pianura Padana e da lì Pavia.

Seguendo i numerosi affluenti del Po, ho guadato lo stesso tramite l'antico Transitum Padum ed ho raggiunto l ' Emilia Romagna.

In seguito, mi sono diretto verso la Toscana ed insieme ad altri 2 pellegrini californiani ed uno di Milano abbiamo fatto il passo della Cisa e siamo giunti in prossimita' delle Cinque Terre, in Liguria.

Di li abbiamo proseguito fino tornare nuovamente in Toscana, in Versilia.

Continuando verso Sud, di nuovo da solo, ho visitato dei paesi bellissimi, quali: San Miniato Alto, San Gimignano, Monteriggioni e la bellissima citta' di Siena.

Proseguendo verso Sud ho raggiunto il confine con il Lazio e qualche giorno dopo, il 1° Giugno raggiungevo il Vaticano, dopo aver camminato per 2000 km in 62 gg.

Da Roma ho deciso di proseguire fino a casa attraverso il Cammino di San Tommaso,

molto suggestivo, ma abbastanza duro viste le numerose montagne da valicare. Oggi, 74° Giorno , mi trovo a Capestrano e tra 3 giorni, in occasione del mio 24° Compleanno tornerò finalmente ad Ortona , a casa dopo aver percorso in solitaria mezza Europa ed aver vissuto decine e decine di esperienze. 

Stefano Cipollone

Paolo Di Deo

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