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Venerdì Santo di Ortona: il Miserere di Francesco Paolo Masciangelo

Una composizione che viene cantata da più di un secolo

| di Giandomenico Di Salvatore
| Categoria: Tradizioni
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Nato a Lanciano il 3 gennaio 1823 da madre maltese e padre violoncellista della Cappella Musicale della Santa Casa del Ponte di Lanciano, Francesco Paolo Masciangelo veniva da una famiglia borghese molto numerosa dedita alla musica. Solo Francesco Paolo fece della musica la sua unica e vera professione.

Studiò musica sotto la guida del concittadino lancianese Carmine De Giorgio e poi con Camillo Bruschelli, maestro di cappella della cattedrale di Lanciano e di Teramo. Ammesso gratuitamente al Real Collegio di Napoli, nel 1840 ebbe come insegnanti Gennaro Parisi per il contrabbasso, Francesco Ruggi per il contrappunto e Saverio Mercadante, che lo annoverava con stima e affetto tra i suoi migliori allievi. Diplomatosi nel 1845, divenne organista della Cattedrale di Lanciano e a partire dal 1850 fu anche maestro di cappella per circa sessant'anni. Un incarico prestigioso in quanto si trovava alla direzione di quella che era ritenuta la principale istituzione musicale della città. Verso la fine del secolo, Francesco Paolo Masciangelo ottenne i massimi riconoscimenti professionali. Il più alto dei quali gli venne attinuito il 12 marzo 1894, quando fu insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia (n. 49280) da Umberto I di Savoia per meriti artistici.

Fu un compositore prolifico, scrisse 590 composizioni in tutti i generi: opere teatrali, composizioni vocali profane, composizioni strumentali, musiche di scena, esercizi scolastici, opere didattiche e musica sacra. Diede un notevole apporto alla cultura musicale abruzzese e si distinse soprattutto nella musica sacra, riuscendo ad esprimere un suo stile personalissimo e inconfondibile. Tra le tante composizioni donate ai suoi concittadini, si annoverano anche i due Miserere che ancora oggi a distanza di un secolo le città di Lanciano ed Ortona eseguono durante i riti della Settimana Santa.

Giandomenico Di Salvatore

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